Granfondo del Fermano: una giornata da incorniciare con le due ruote, la sacralità e la promozione del territorio

Luca Alò - 10/16/2017

Il Santuario La Madonna dell'Ambro, nei Sibillini

È stata una vera e propria “festa nella festa”, la seconda edizione della Granfondo del Fermano-Memorial Dante Montanini con 200 ciclomaster che hanno preso d’assalto Porto Sant’Elpidio e le strade dell’entroterra fermano fino ad arrivare ai piedi dei Monti Sibillini per la manifestazione organizzata con successo dalla Gio.Ca. Communications in sinergia con il comitato Il Grande Ciclismo a Porto Sant’Elpidio e l’amministrazione comunale elpidiense.

Una granfondo disputata su un percorso unico di 129,3 chilometri che ha dato molto risalto allo sport e ai suoi valori, all’aggregazione, alla conoscenza diretta del territorio e al rilancio di alcune zone dell’interno colpite duramente dal sisma (Montefortino e Amandola) ma il tema dominante di questa edizione è stato la sacralità che ha permesso ai presenti di raccogliersi attorno i due luoghi di culto più rinomati del territorio: il santuario Madonna dell’Ambro (la Piccola Lourdes dei Monti Sibillini) e la Corva dove è stato posto l’arrivo e già teatro di numerosi passaggi di alcune edizioni della Tirreno-Adriatico a cavallo tra gli anni novanta e duemila.

La partenza in Via XX Settembre, davanti all'E Bike Store Tutti Campioni

Dopo aver completato i primi 62,8 chilometri ad andatura controllata, il santuario della Madonna dell’Ambro è apparso in tutta la sua bellezza ed imponenza agli occhi di tutta la carovana che è stata accolta con gioia da Padre Gianfranco Priori, rettore del santuario: “Amate la vita, le due ruote e quello che avete di più caro per gustare meglio il paesaggio e la bellezza dei Sibillini in crisi per il terremoto di un anno fa. Ringrazio con tutto il cuore Vincenzo Santoni per aver messo il Santuario della Madonna dell’Ambro al centro di questa iniziativa.”

Nel tragitto di ritorno verso Porto Sant’Elpidio per i restanti 66,5 chilometri, la corsa ha atteso lo strappo della Corva per delineare il verdetto finale con la selezione del gruppo dei migliori e la progressione vincente di Manuel Fedele (Team Go Fast – 1°Master 1) davanti al vincitore dell’edizione 2016 Alessandro D’Andrea (GS Studio Moda Hair Gallery – 1°Master 2) e Morris Sammassimo (GS Studio Moda Hair Gallery – 1°Master 3) in evidenza anche Danilo Sammartino (Individuale – 1°Elite Sport), Manuel Pierdominici (Nuova Pedale Civitanovese – 1°Master 4), Franco Abruzzetti (GS Studio Moda-Hair Gallery – 1°Master 7), Andrea Smerilli (Stella Bike – 1°Master 6) e Gabriele Masciulli (Asd Castellana – 1°Master 5).

Menzione speciale anche per le due uniche rappresentanti del gentilsesso che sono state molto combattive a fianco dei colleghi maschi: Laura Vagheggi (Abitacolo Sport Club – 1°Master Donna 1) e la campionessa nazionale dei Vigili del Fuoco Maria Pia Savoca (Velo Club Racing Assisi Bastia – 1°Master Donna 2).

Luca Panichi, lo scalatore in carrozzina, che taglia il traguardo insieme ai ragazzi della OP Bike Porto Sant'Elpidio

Degna di nota la presenza di Luca Panichi, lo scalatore in carrozzina che ha voluto aggiungere nel palmares personale delle scalate anche quella della Corva completando i 2 chilometri dell’ascesa in 50 minuti, attorniato dalle future speranze del vivaio della OP Bike-Porto Sant’Elpidio di Moreno Pistelli e Stefano Offidani che hanno ricevuto tanti applausi dal pubblico della Corva, gremito nella centralissima Piazza Sacro Cuore, all’ombra del santuario, con la presenza di Nazzareno Franchellucci (sindaco di Porto Sant’Elpidio), Milena Sebastiani (assessore allo sport e al turismo di Porto Sant’Elpidio), Carlo Vallesi (assessore alle politiche abitative di Porto Sant’Elpidio), Paolo Totò (ciclista in forza alla Sangemini MG K Vis), Lino Secchi (presidente del comitato regionale FCI Marche), Emanuele Senzacqua (presidente della commissione giudici di gara FCI Marche), Piero De Santis (presidente del comitato Il Grande Ciclismo a Porto Sant’Elpidio), Olga Samovica (presidente della Gio.Ca. Communications), Antonio Angellotti (vice presidente del comitato Il Grande Ciclismo a Porto Sant’Elpidio), Gabriele Vesprini (consigliere del comitato Il Grande Ciclismo a Porto Sant’Elpidio), Paolo Fratini (segretario del comitato Il Grande Ciclismo a Porto Sant’Elpidio) e Cinzia Martellini (titolare della Gi.Vi.-Plast).

La corsa ha atteso lo strappo della Corva per delineare il verdetto finale con la selezione del gruppo dei migliori e la progressione vincente di Manuel Fedele

L’accoglienza del comitato di quartiere della Corva e della Parrocchia Santa Maria Addolorata della Corva è stata un altro valore aggiunto di tutta la macchina organizzativa con Don Paolo Canale e Maurizio Licata in prima fila a fare gli onori di casa e a garantire i servizi necessari come il ristoro e il ricco pasta party a base di tagliatelle alla norcina che ha deliziato i palati degli atleti e degli accompagnatori.

Un aspetto che non è stato del tutto trascurato dagli organizzatori è stato la sicurezza grazie a uno spiegamento straordinario di Forze dell’Ordine, dei volontari dell’Asa, della Protezione Civile e della direzione di corsa (a cura di Mauro Benacquista e Giuseppe Greci) nel tenere chiuse al traffico le strade al passaggio dei corridori sullo stile di una competizione professionistica ad alto livello come il Giro d’Italia e la Tirreno-Adriatico.

Podio degli organizzatori della Gran Fondo del Fermano 2017

La Granfondo del Fermano-Memorial Dante Montanini ha messo in bella mostra tutto il bello del ciclismo a Porto Sant’Elpidio e dato slancio all’indotto economico delle aree coinvolte dal passaggio della corsa.

L’appuntamento di martedì 19 dicembre con il gran gala di fine stagione “In fuga verso il 2018” archivierà un’annata straordinaria per la città elpidiense dove sarà dato molto spazio alla beneficienza e alla presentazione del calendario dei prossimi eventi ciclistici.

Classifiche complete granfondo su Kronoservice al link http://www.kronoservice.com/it/schedaclassifica.php?idgara=2099

Credit fotografico Stefano Dariozzi